Non sentirsi abbastanza – Calla

La prima volta che sono entrata nello studio di Manuela ero infelice, profondamente ancorata a paure e insicurezze che mi impedivano di vivere la vita che volevo.

Avevo paura di espormi, di rischiare, temevo per me stessa e per gli altri.

Ho vissuto con la paura per tutta la mia vita: la paura del giudizio, la paura di soffrire, la paura di sbagliare, la paura di non essere mai abbastanza.

Ero limitata da molte cose e ciò mi ha portata ad isolarmi e a costruire dei muri intorno a me per potermi proteggere.

All’interno delle mura che io stessa avevo costruito mi sentivo protetta: nessun dolore, nessun giudizio, nessuna sofferenza.

Con il tempo, la fortezza che avevo costruito si è trasformata in una prigione.

Da bambina guardavo sempre “Rapunzel” insieme alla mia cuginetta, con il passare del tempo mi sono resa conto che quella storia non era molto diversa dalla mia, che in qualche modo io ero Rapunzel.

Fino a qualche mese fa, infatti, mi sentivo come una principessa chiusa all’interno di una torre dalla quale sarei potuta uscire in ogni momento, ma per un motivo o per un altro, non l’ho mai fatto.

La paura è sempre stata più forte di me e dei miei desideri.

Un giorno mi sono resa conto che stavo perdendo tutto ciò che c’era di bello.

Ho perso molte opportunità e persone e alla fine ho capito che era arrivato il momento di fare qualcosa, di combattere le mie paure.

Era impossibile riuscire a superare tutto questo da sola, perciò ho scelto di intraprendere questo percorso.

Ricordo una frase che dissi a Manuela la prima volta che sono entrata nel suo studio “Sento che la vita mi sta passando davanti e io non sto facendo niente”, perché è questo che fa la paura.

La paura cresce e si espande dentro di noi e ci porta a isolarci da tutto e da tutti, la paura condiziona la nostra vita, ci allontana dalle opportunità, ci fa sentire tristi e fragili.

Dopo circa sei mesi dalla mia prima seduta le cose stanno cambiando, ho imparato a riconoscere le mie paure e piano piano le sto superando.

Non credo che ci sia mai una fine a questa continua lotta, ogni giorno guardo in faccia ciò che mi spaventa e cerco di essere più forte.

La cosa più importante che ho capito in questi mesi è che se hai paura di vivere alla fine non vivi.

Una delle mie tante paure era quella di non essere abbastanza.

Ad oggi non facciamo altro che misurare il nostro valore attraverso dei numeri: taglia dei pantaloni, peso sulla bilancia, o nel mio caso, numero di likes o di followers.

Per me avere pochi followers ha sempre significato non valere abbastanza e ricevere pochi like “non essere abbastanza bella”.

Mi sono sempre misurata in questo modo e ho sempre lasciato agli altri il potere di definire il mio valore.

Instagram per me è stato la causa di molte sofferenze.

Guardavo foto di ragazze in costume e pensavo “io non sarò mai così”, “beata lei, io faccio schifo”.

Scorrevo foto di ragazzi e pensavo “guarda che bel ragazzo, di sicuro non vorrà mai una come me”, “è troppo bello, non sono alla sua altezza”, oppure “uno così guarda solo le ragazze fighe e con tanti followers”.

Era un continuo guardare foto e piangere.

Con il tempo, e grazie alle mie sedute, ho capito che stavo sbagliando.

Non potevo dare ai social e alle persone tutto questo potere. Instagram non è la realtà.

Abbiamo lavorato su questo aspetto e piano piano le mie insicurezze se ne stanno andando.

Ho smesso di fare confronti con le altre ragazze, ho smesso di cercare in loro quello che a me manca e ho imparato ad accettarmi per come sono, a valorizzarmi, con la consapevolezza di valere.

Ho iniziato a pensare che anche io ho un bel fisico, esattamente come loro.

Ho smesso di chiedermi se sono all’altezza degli altri e ho iniziato a chiedermi se gli altri sono alla mia.

Ho smesso di preoccuparmi dei followers perché essi non possono nemmeno lontanamente rispecchiare la persona che sono, perché c’è molto altro.

Non è un numero a definirci, ma siamo noi.

Se tu pensi di essere abbastanza LO SARAI e nessuno può cambiare le cose.

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