Psicoterapia è ricostruire – Girasole

Se mi stai leggendo significa che abbiamo almeno una cosa in comune: il caos.

Si perché da quando ho cominciato a fare terapia è come se tutta la polvere nascosta sotto ai tappeti della mia mente fosse uscita.

Mi ricordo perfettamente il mio primo giorno di terapia; era un mercoledì, entrata in quella sala d’attesa non sapevo né cosa né chi mi sarei trovata di fronte, avevo solo un gran bisogno di parlare, di fare chiarezza, di mettere in ordine tutto quello che avevo dentro.

Entrai e lei, affacciandosi dal corridoio mi disse “Vieni pure!”, allora entrai nella stanza, mi sedetti e dissi a bassa voce, rotta dall’imbarazzo “Io non sto bene!”.

E quel “non sto bene” aprì una porta. È come se avessi aperto la porta della mia mente, per la prima volta, impaurita da quello che avrei potuto trovare.

Domanda dopo domanda sono riuscita a ricostruire la mia vita, le relazioni, il mio passato.

Con Manuela è stato così, facile. Abbiamo ricostruito tutto, senza filtri, senza pregiudizi; solo raccontando chi sono, quello che mi piace fare, chi ho attorno, i miei traguardi raggiunti.

Ti dico la verità: la terapia mi è servita soprattutto a questo. Ricostruire! Prima davo per scontato cose o situazioni, mi perdevo piccoli dettagli fondamentali per capire chi io fossi. Ora che vedo, anzi, che ho imparato a vedere tutto con più razionalità e dare il giusto peso alle cose…. Bè! È stato fondamentale!

Ad oggi sono diversa!

Sono una ragazza diversa da quella che quel mercoledì di Luglio entrò nello studio.

Sono più sicura di me, delle possibilità e limiti che ho; ho imparato che nessuno è più di me; ho imparato una cosa fondamentale: non vale la pena star male, reprimere se stessi e annullarsi per nessuno al mondo; ho imparato a dire “IO VALGO!”, ho imparato ad alzare la voce quando serve, ed ho imparato che una brutta giornata non può rovinarmi l’intera settimana. Insomma ho imparato tante piccole cose che poi tanto piccole non sono mica….

Non so se per te è lo stesso, ma io ora fatico a riconoscermi.

Mi piace quella che sono diventata, anzi, quella che ho scoperto di essere ma non sono più la ragazza carina e disponibile di prima.

Si perché devi sapere che per me l’esserci per tutti ed essere sempre carina e sorridente era la missione della mia esistenza.

E le persone che ho attorno? La mia famiglia, il mio fidanzato, gli amici e conoscenti, tutti che mi ripetono che sono cambiata. E sai cosa ho cominciato a rispondere?! Per fortuna!

Non starò qui ad elencarti i problemi che mi hanno portata in terapia, e non starò neanche a dirti quali e se li ho risolti; non voglio convincerti che la terapia funziona, che fa star meglio. Cazzate! La terapia ti sbatte in faccia la realtà, ti fa vedere chi sei e ti mette di fronte a delle scelte; certe volte, uscita da quello studio, ho maledetto il giorno in cui ho deciso di cominciare… in fin dei conti prima non capivo, non stavo bene è vero, ma era tutto in equilibrio, più o meno.

La terapia non è piacevole! Fa male, è cruda, ti mette a nudo con te stessa….

È per questo che sto scrivendo, perché mi piacerebbe complimentarmi con te, perché sei forte, perché hai avuto il coraggio di conoscerti e di capire. Perché capire gli altri è facile…. Capire noi stessi bè, è scomodo.

Chissà, magari un giorno, finita la terapia, potremo riprendere in mano il diario e cominciare a scrivere pagine nuove, diverse; ad esempio raccontare di come siamo riuscite ad essere quelle che siamo.

Io voglio promettermi una cosa, voglio uscire dicendo “Finalmente sto bene!”.

Tu?

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