Verso la scoperta di sè – Margherita

Quando cerco di rispondere alla domanda “Chi sono?”, difficilmente riesco a trovare una risposta. Sembrerebbe un interrogativo semplice, ma in realtà non è così.  Penso che proprio quando senti di toccare il fondo, quando pensi di aver dato il peggio di te stessa o quando ti senti smarrita, che più di tutti vorresti sapere chi tu sia.

Quando ho iniziato il percorso di terapia, mi consideravo completamente sbagliata, mi sentivo in colpa, smarrita, in balia di tante paure e avevo la testa che sembrava scoppiare a causa dei tanti pensieri che avevo. Sapevo di stare male e ciò che volevo era poter stare bene. Spesso mi sentivo incompresa e avevo paura che qualcuno potesse giudicarmi per quella miriade di cose che mi passavano per la testa… per questo non mi confidavo con nessuno e, tenendo tutto dentro, stavo sempre più male, finendo così per piangere, ferendomi con la stessa corazza che pensavo mi proteggesse.

Durante la psicoterapia, sono riuscita a mettere in ordine il caos che avevo in mente. Ho compreso i motivi per cui mi sentivo costantemente sbagliata e l’origine di tutti quei pensieri che mi facevano stare male e che limitavano tanto la mia vita.  Un passo alla volta, sono riuscita a capirmi un po’ di più e cercare il senso del mio essere. 

Ancora oggi, non so completamente chi io sia. Penso che sia proprio questo a rendermi delle volte vulnerabile, fragile. Perché quando non si conosce bene se stessi, significa che non si riconoscono neanche i propri sentimenti, i propri bisogni, desideri, ciò che ci fa stare più bene e ciò che si vuole.

Non capire chi sono realmente, ha portato anche a rendere meno vere ed autentiche le mie relazioni con gli altri. Avere paura di sbagliare, di deludere e non essere abbastanza per gli altri, mi ha condotta a uno stato di confusione e a iniziare a dubitare di me e del legame con le altre persone.

Tutto ciò non mi ha permesso di cogliere ed accettare i miei sentimenti: serenità, rabbia, gelosia, ansia ecc.

I miei bisogni, desideri erano soffocati, ed ero io che li sopprimevo.        Tutto questo ha permesso a tantissimi pensieri negativi di prendere il sopravvento su di me. Avevo tanta paura, costante, e tutto ciò limitava tanti aspetti della mia vita. Ero immersa in un caos di pensieri ossessivi, dei quali non riuscivo a comprenderne l’origine, ma che mi facevano sentire in colpa, fragile come non mai, uno sbaglio, uno schifo. 

Spesso invece di cercare di capire le mie ansie, preoccupazioni, emozioni, li annullavo, perché li consideravo sbagliati o perché mi provocavano inquietudine. Chiudevo tutto dentro me stessa e cercavo a tutti i costi, di evitare un confronto con loro.

La terapia mi ha dato la possibilità di avere un confronto “faccia a faccia” con tutto ciò… Di potermi dire “tu NON sei ciò che pensi”, ma “tu sei tutte le emozioni che provi, anche se delle volte contrastanti, sei ciò che ti fa stare bene e l’amore e il sostegno che tante persone ti donano e che ti stanno vicino”.    Ora comprendo meglio da dove derivano tutte quelle paure, ansie e pensieri. Sono più consapevole rispetto a tempo fa.                                   

So che la meta è distante e che, forse, la meta sta proprio nel viaggio. Un viaggio che probabilmente dura tutta la vita, un viaggio alla ricerca di se stessi, che ha lo scopo però di farci stare bene. Un viaggio che, almeno per me, passo per passo, mi aiuterà a comprendere me stessa, rendere chiari i miei sentimenti, poterli accettare ed esprimere in modo semplice, senza sentirmi sbagliata. 

Poter liberamente esternare quello che provo e che penso agli altri.   

Mi sembra ancora distante questo obiettivo, ma so che provarci è la cosa che mi fa stare meglio.           

Ancora oggi, delle volte, mi abbandono a paure, ansie o emozioni celate che poi mi spingono e mi fanno cadere in pensieri negativi.

Ma so che il percorso che ho intrapreso non è stato vano, anzi mi ha aiutata. Mattone dopo mattone, sto costruendo qualcosa con un senso, in cui riesco finalmente a trovarmi.                                                       

Goccia dopo goccia sto innaffiando il mio spazio più intimo, sto curando le radici… chissà se prima o poi, da quel seme, nascerà un fiore.

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